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Giornalino  2008/2009

 

 

Artigiano per passione

            Il Signor Agnello, un calzolaio mazarese appassionato di oggetti antichi . Esperto nella costruzione dei “pupi siciliani” e profondo conoscitori di cantastorie, ancora oggi realizza manualmente delle particolari scarpette per la processione del Venerdì Santo che vengono calzate da bambini. Noi inviati speciali del giornale della Paolo Borsellino siamo qui nella sua piccola bottega per rivolgergli alcune domande.
- Signor Agnello , dove e quando è nato?
- Sono nato a Mazara il 7 marzo 1915
- Da quanto tempo fa questo lavoro?
- Ho iniziato questo lavoro nel 1929 all’ età di 14 anni.
- Chi gliel’ ha insegnato?
- Ho imparato dal signor Andrea di Gregorio.
- Prima di iniziare questa attività, ha lavorato in un altro settore?
- Si ho fatto il carabiniere . Ma poi ho lasciato l’ impiego perché non mi piaceva essere comandato e così ho preferito fare un lavoro autonomo.
- La passione per l’ opera dei “pupi” l’ ha ereditata da un suo parente o è stato un suo desiderio fin da piccolo?
- No, non l’ ho ereditata da nessun parente. Ho imparato guardando libri e insieme al signor Rallo , mio amico, costruivamo i personaggi e scrivevamo le storie che poi recitavamo nelle piazze di Mazara e anche di Castellammare.
- Queste attività le hanno permesso di mantenere la sua famiglia?
- Si, allora con il mio lavoro mantenevo la famiglia, ora lo faccio solo occasionalmente e su ordinazione.
- Secondo lei ci sono giovani che continueranno questa attività?
- Si c’ è ancora qualche calzolaio, ma sono persone molto anziane. Mentre non ci sono più artigiani che realizzano i pupi.
- Ha esercitato la sua attività sempre a Mazara ?
- Si ho sempre lavorato da solo a Mazara in questa stessa bottega.
- Ha frequentato la scuola?
- Si ho frequentato fino alla quarta elementare e ricordo ancora la mia insegnante: era la maestra Savona.
- Gli oggetti da lei realizzati con quali materiali vengono costruiti?
- Utilizzo materiali acquistati a Napoli 20 anni fa.
- Ha una sua famiglia?
- No, non ho più la mia famiglia, mia moglie è morta 20 anni fa.
Mio figlio invece è morto alla giovane età di 47 anni e anche lui era un bravo calzolaio.
Signor Agnello ha altre passioni?
- Si mi piace fare il collezionista e scrivere libri. Ho scritto
un diario della mia vita formato da tre volumi .
- Signor Agnello, le siamo grati del tempo che ci ha dedicato e abbiamo il piacere di invitarlo a partecipare alla mostra della nostra scuola che realizzeremo a fine anno scolastico.

Martina Gabriele     Alessia Genna        Carmelo Sapia

 

Una rotonda sul mare… non più con me

 
              
La contesa infinita della rotonda di Mazara del Vallo: abbattimento o ristrutturazione? Questo… è un vero Problema !!! Come finirà? Chi vincerà??!!

Là dove sorge il sole e il mare cristallino si estende lungo le sue spumeggianti onde, accompagnato dal lento volo degli uccelli, nel bellissimo Lungomare di Mazara, c’era una meravigliosa rotonda. Ci raccontano che fungeva da ristorante, dove si festeggiavano i compleanni e si organizzavano cerimonie. Adesso è ridotta in condizioni pessime perché abbandonata e ricoperta di escrementi, luogo di ratti e di “solitudini drogate”.
Eppure, nei vari anni, abbiamo scoperto da indagini locali, che sono state fatte diverse ipotesi di utilizzo di questa struttura, infatti si pensava di farne un museo o un acquario sul mare.
Le condizioni particolarmente sgradevoli della struttura sono state segnalate più volte dai cittadini, soprattutto dai residenti del luogo e dai bagnanti che d’estate frequentano l’arenile di San Vito. Ultimamente è stato organizzato un incontro in prefettura con il sindaco per decidere se demolirla o no. Fino ad ora non si sapeva a chi appartenesse l’immobile, ma nelle recenti settimane hanno scoperto che il bene è di proprietà dell’ “ARTA” (Associazione Regionale Territorio Ambiente). L’Arta ha dato il suo consenso al prefetto per demolire l’immobile.
L’Ausl 9 ha precisato che invierà al Comune una certificazione attestante lo stato di precarietà igienico-sanitaria della struttura. Dopodichè, attraverso una determina sindacale, si chiederà all’Arta l’intervento per la demolizione da effettuare entro 2-3 mesi anche se le spese verranno addebitate allo stesso ente. Noi della redazione del giornalino siamo dispiaciuti di questa decisione, ma condividiamo la scelta per la tutela del territorio ambientale.

Dario Miceli
Massimo Gagliano
Amara Hassen
Nicola Asaro
 
 

 

Elogio e gratitudine ai concittadini protagonisti di una eroica impresa

Grazie, marinai mazarese

Generoso intervento di salvataggio di immigrati. Clandestini riaffiorati nel canale di Sicilia: 650 giovani vite “ri…..pescate” da una morte sicura.
Bisognerebbe prendere esempio dalla virtù e dalla saggezza dell’equipaggio mazarese a bordo dei motopesca Mariapina, Monastir, Ghibli I, Twenty Two, Cleos, Giulia che nei giorni 27 e 28 novembre hanno salvato 650 immigrati. Senza l’aiuto, l’intervento e il nobile gesto dei nostri concittadini che hanno rischiato la vita, noi oggi forse non saremmo qui a scrivere l’articolo. Forse i poveri “sventurati” sarebbero già andati in un altro mondo e avremmo avuto pagine e pagine di quotidiani alla ricerca delle responsabilità delle vittime del mare. Invece, è bello oggi poter scrivere un articolo per elogiare e gratificare chi ha dimostrato solidarietà, altruismo, amore per il prossimo, coraggio, nobiltà d’animo e ha portato alla ribalta dei giornali locali e nazionali il nome della città di Mazara del Vallo (finalmente!) per un fatto positivo. A volte gli esempi più incisivi e grandi arrivano dagli uomini più umili e semplici che, conoscendo la fatica del lavoro, riescono a essere più “umani” e a dare una lezione ai potenti che, presi dalla sete di potere, dimenticano quello che è il loro compito. La cerimonia della premiazione dell’equipaggio è avvenuta nella sala consiliare “13 marzo 1946” alla presenza dei politici locali e provinciali ai quali vogliamo mandare un messaggio:” Se è encomiabile la volontà dei marittimi di Mazara che hanno sfidato il mare in burrasca per salvare vite umane, ci auguriamo che sia di stimolo per il servizio che avete deciso di offrire alla cittadinanza”. Un grande ringraziamento va da parte della redazione del giornalino “il nuovo gabbiano” dell’istituto comprensivo “Paolo Borsellino” ai GRANDI marinai mazaresi. Grazie, grazie a voi per averci dato questa lezione di vita!

Davide D’Aleo,
Andrea Gaspare Valenti
Aziz Bachtobji

 

   

Centro di accoglienza a Mazara

   

         Da qualche mese a Mazara, presso l’istituto sant’Agostino, è stato attivato un centro di accoglienza per immigrati e rifugiati politici. Il centro, gestito dai volontari della Misericordia su appalto della regione siciliana, può accogliere fino a cento persone. In genere i giovani ospiti provengono da vari paesi dell’Africa quali:Eritrea, Somalia e Nigeria;alcuni di loro ci hanno raccontato le loro peripezie per raggiungere l’Italia. Spesso affrontano viaggi disagevoli, pieni di pericoli e difficoltà per raggiungere il Sudan dove esistono organizzazioni che li fanno arrivare in Libia. In questo luogo vengono “aiutati” dietro pagamento di somme considerevoli di denaro, a raggiungere la Sicilia con mezzi di fortuna. Spesso su queste imbarcazioni mal ridotte vengono alimentati con carni putrefatte, acque non potabili e passano parecchi giorni in condizioni igienico-sanitarie terribili ; a volte finiscono per naufragare, ma moltissime raggiungono Lampedusa.
Dal centro di prima accoglienza dell’isola gli immigrati vengono accompagnati a Mazara e in altri posti della Sicilia. Molti di loro, a causa delle loro vicissitudini, sono portatori di gravi malattie infettive, quali scabbia, gastroenteriti e infezioni intestinali.
Nei centri di accoglienza vengono curati dai medici volontari.
Abbiamo anche saputo che ogni immigrato costa allo stato 30 euro al giorno e questo ci porta a pensare che, dietro alla tragedia umana di questi giovani, ci siano organizzazioni malavitose che si arricchiscono alle spalle di chi soffre e rischia la vita per raggiungere un posto dove potersi ricostruire un futuro migliore.
Per fortuna, invece, ci sono altre persone che impiegano il loro tempo libero per aiutare, curare e assistere questi immigrati in cerca di pace.
Ci auguriamo che le nuove generazioni seguano l’esempio di questi volontari e prestino la loro opera per aiutare chi ha bisogno, e non per approfittarsene.
Carmelo Sapia
Martina Scimemi
Nesrine Alì

 

 

 Federica Cudia: medaglia d’argento

Federica Cudia, 19enne mazarese disabile, più volte campionessa di tennis da tavolo (ping pong) nel 2008 ha dato lustro alla città di Mazara del Vallo classificandosi al secondo posto alle paraolimpiadi di Pechino.
D-Federica, da quanti anni pratichi questo sport e quale è stata la motivazione che ti ha spinta ad iniziare questa attività?
R-la pratico da 8 anni, questa passione è nata guardando a Firenze una partita di alcuni ragazzi disabili come me, loro mi hanno invitato a giocare e così da quel giorno è diventata la mia passione. Un anno dopo sono diventata campionessa nazionale.
D- Quante ore ti alleni al giorno e dove?
R- Mi alleno per circa 8 ore a settimana.
Inizialmente andavo a Marsala, ma ora grazie alla medaglia il sindaco Macaddino mi ha concesso di giocare presso S. Agnese.
D- Chi ti ha convocato? quanti giorni sei stata a Pechino?
R- Mi ha convocato il comitato italiano sono stata a Pechino 18 giorni e per me è stato un sogno che finalmente si è realizzato.
Martina Gabriele       Nicola Asaro      Giulia Gandolfo
   
 
   
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Ultimo aggiornamento: 21-11-09                          WebMaster: Leo Titone         Risoluzione video consigliata: 1024x768