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La Pace si fa a Scuola

 

Preambolo della Costituzione dell'UNESCO
"...Poichè  le  guerre  cominciano  nella  mente  degli  uomini  è  da  lì  che  dobbiamo  iniziare  a  costruire  la  pace"
                             The Preamble to the Constitution of UNESCO declares that

‘...since wars begin in the minds of men, it is in the minds of men that the defences of peace must be constructed’.

 

Il comitato sceglie il leader Usa: «Straordinari sforzi di rafforzare la diplomazia e la cooperazione»

A  Obama  il  Nobel  per la  pace  2009
"Lo accetto come chiamata all'azione"

http://www.lapacesifascuola.it/gemellaggi

Il Sindaco di Mazara del Vallo On.le Nicola Cristaldi ha proceduto alla nomina del Prof. Angelo Ditta nella qualità di Consulente a titolo gratuito del Comune per i temi relativi alla pace ed i diritti umani. 

Il professore Ditta è componente dell'Associazione Percorsi che rappresenta in Italia la Prem Rawat Foudation a sostegno dei temi della pace e dei diritti umani. E' intendimento dell'Amministrazione Comunale bandire un concorso denominato "PREMIO PER LA PACE - THE PREM RAWAT FOUNDATION". L'iniziativa sarà resa nota nei dettagli nei prossimi giorni, dopo l'approvazione del bando di concorso da parte della Giunta Municipale.

Mazara del Vallo, 27 gennaio 2010      

 da: UFFICIO STAMPA - Comune di Mazara del Vallo Ettore Bruno                         LINK

Prem Rawat   a Mazara del Vallo 

Il Dirigente Scolastico e molti insegnanti della nostra scuola hanno partecipato alla conferenza dal titolo “Pace: diritto dell’uomo, patrimonio dell’umanità”, che ha avuto luogo al Cine-Teatro Rivoli il 5 febbraio ultimo scorso. Organizzata dal Comune di Mazara e dall’Associazione “Percorsi”, l’evento ha avuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Giustizia, del Ministero per le Pari Opportunità, della Presidenza della Regione Siciliana, dell’ARS e della Fondazione Federico II. Il relatore, l’ambasciatore di pace Sig. Prem Rawat, che nell’Aula Consiliare ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal Sindaco Giorgio Macaddino, ha portato il suo messaggio di pace. Quello che state cercando risiede dentro di voi” ha detto “la pace, la gratitudine, l’amicizia devono essere esercitati ogni giorno.” Molte le presenze istituzionali di rilievo, ma soprattutto un teatro gremito in ogni ordine di posti.

Links utili: www.paroledipace.it

Prem Rawat a Palermo

 Una delegazione dell’I.C. “Paolo Borsellino” di Mazara composta dal Dirigente Scolastico, dalle due collaboratrici del Preside e da diversi insegnanti ha partecipato alla conferenza dal titolo “Pace, un messaggio senza confini”, organizzata dal Comune di Palermo in collaborazione con l’associazione “Percorsi”, che si è tenuta nella splendida cornice del Teatro Massimo. L’evento, che si è svolto sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Giustizia, del Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità e della Regione Siciliana ha avuto come relatore principale il Sig. Prem Rawat, Ambasciatore di Pace (UNIPAZ -Università Internazionale della Pace) e relatore di fama internazionale.

Presenti alla manifestazione l’Assessore all’Igiene ed alla Sanità del Comune di Palermo, Filippo Cannella, l’Assessore alla Cultura della Regione, Antonello Antinoro, l’Ambasciatore della Sicilia, l’On Vito Li Causi, il Deputato Regionale Rita Borsellino, il Sindaco di Corleone Nino Jannazzo e, per il Comune di Mazara del Vallo, l’Assessore alla Solidarietà Sociale Caterina Agate e l’Assessore all’Urbanistica Vito Caradonna. Il Teatro, gremito in ogni ordine di posti, ha accolto Prem Rawat con grande entusiasmo.

Ho 6,7 miliardi di ragioni per volere la pace sulla terra, tante quanti sono gli esseri umani nel nostro pianeta” ha detto Prem Rawat la pace è come l’acqua, l’aria: è una cosa di cui non si può fare a meno, a cui non si può rinunciare. E’ nel cuore delle persone e trascende ogni barriera, sia essa religiosa, etnico-nazionale o sociale. In sua assenza ogni cosa è senza equilibrio.” “Se volete la pace” ha proseguito “questa è dentro di voi, è vicina. Aprite il vostro cuore e la scoprirete.” Il suo appello di pace, rivolto principalmente alle persone, è stato poi esteso anche alle nazioni del mondo: “Le nazioni più forti dovrebbero essere le più gentili, quelle più intelligenti dovrebbero essere le più semplici e le più ricche dovrebbero essere le più umili.” Al termine del suo discorso Prem Rawat ha ricevuto la medaglia d’argento della Città di Palermo e una Targa dalla Regione Siciliana. Il Sindaco di Corleone ha comunicato che il 2 luglio la sua Città concederà al Maestro la cittadinanza onoraria. L’Assessore Agate, delegata dal Sindaco Giorgio Macaddino, gli ha consegnato brevi manu nella Sala degli Stemmi dello stesso Teatro Massimo una lettera d’invito a tenere una conferenza sulla pace nella nostra Città.

 
 
 

 

 

 

"I have a dream" Discorso Pronunciato da Martin Luther King Washington, 28 Agosto 1963.

Link con il video su You Tube

 Martin Luther King

 

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

Non ho dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".

 

 

La Pace si fa a Scuola

"La pace si costruisce, si può raggiungere, per farlo però ognuno deve rinunciare a qualcosa. Oggi parte un progetto impegnativo: i ragazzi si sono messi a studiare la pace e hanno avviato un dialogo via internet con i loro coetanei libanesi e con i militari che si trovano lì. E' un piccolo seme ma e' l'inizio per far capire fin da bambini che non siamo soli al mondo". Così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha commentato l'avvio del progetto "La pace si fa a scuola", promosso dal ministero della Pubblica Istruzione e dal ministero della Difesa.

La strada della pace, dunque, passa anche da internet. Si chiama www.lapacesifascuola.it il portale sul quale potranno incontrarsi e scambiarsi lettere e messaggi i ragazzi delle scuole italiane e i militari del contingente italiano in Libano, un ponte fra chi siede sui banchi di scuola in Italia e chi i banchi li ha lasciati da poco per abbracciare la professione militare, uniti dallo stesso obiettivo: spendersi in difesa della pace in luoghi devastati dalle guerre.

Il portale diventerà anche luogo di incontro fra scuole italiane e libanesi gemellate per attivare una "rete" di scambi che andrà dai messaggi alla progettazione di biblioteche, ludoteche e altre strutture la cui realizzazione potrebbe essere curata dai nostri soldati e dalle Ong già presenti in Libano.

"E' compito della scuola - scrive il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, a tutti gli studenti italiani - aiutare i ragazzi a capire il valore concreto della pace cercando di individuare i fattori che ne favoriscono la costruzione quotidiana". E ai ragazzi dice: "la pace è un traguardo da raggiungere e nasce dal rispetto della persona umana, dalla difesa dei suoi diritti, della giustizia e della verità, principi affermati in modo chiaro all'interno della nostra Costituzione. La promozione della pace - aggiunge Fioroni - non può essere ridotta solo alla condanna a parole della guerra, e siccome la vita di ognuno di noi è in qualche modo collegata a quella di tutti gli altri uomini, ogni giorno ciò che facciamo può favorire o ostacolare la costruzione della pace lì dove siamo".

"Voi - scrive il ministro della Difesa Arturo Parisi ai militari del contingente italiano - state operando per costruire la pace, e questo progetto ci offre l'opportunità di allargare l'interesse e la partecipazione intorno ai temi della pace, della libertà, del rispetto dei diritti umani, estendendo i nostri orizzonti al mondo della scuola, a quello dei volontari civili". E aggiunge: "voi, che i banchi di scuola li avete lasciati da poco per abbracciare la professione militare, state mettendo in atto questo grande progetto teso a contribuire agli obiettivi ambiziosi della Comunità Internazionale. Così fate, da anni, in tante aree di crisi in tutto il mondo. Così fate in Libano, puntando a consolidare la sovranità di quello Stato, affinché possa esercitare il pieno controllo sul proprio territorio. La nostra volontà che l'articolo 11 ha scolpito nella nostra Costituzione deve purtroppo, ogni giorno, fare i conti con la realtà di un mondo che pacifico non è".

 

Uomini  e  donne   di  PACE

 

San Francesco d'Assisi

fondatore dell'ordine mendicante che da lui poi prese il nome, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

 

Mahatma Gandhi

È stato anche un'importante guida spirituale per il suo paese ed è per questo che lo si conosce soprattutto col nome di Mahatma ("grande anima" in sanscrito).

Madre Teresa di Calcutta

Il suo lavoro tra le vittime della povertà di Calcutta l'ha resa una delle persone più famose al mondo. Ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1979. È venerata come beata dalla Chiesa cattolica.

Martin Luther King

Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader del pacifismo della cui opera King è stato un appassionato studioso.

 

 

Altiero Spinelli

è stato un politico e scrittore italiano, soventemente citato come padre fondatore dell'Europa per la sua influenza sull'integrazione europea post-bellica

Don Lorenzo Milani

è stato un religioso ed educatore italiano. Figura controversa della chiesa cattolica negli anni 60 e 70 (i suoi scritti non ricevettero l'imprimatur) oggi è rivalutato per il suo impegno civile nell'educazione dei poveri.

Aldo Capitini

Fu uno tra i primi in Italia a cogliere e a teorizzare il pensiero gandhiano, al punto da essere appellato come il Gandhi italiano.

 

Prem  Rawat

Fortemente impegnato in tutto il mondo nel trattare il tema della pace, lo espone da un punto di vista profondo ed originale mettendo in risalto la centralità dell'individuo.

 

Nelson  Mandela

È stato il primo Presidente del Sudafrica dopo la fine dell'apartheid. A lungo uno dei leader del movimento anti-apartheid, organizzò anche azioni di sabotaggio e guerriglia. Nel 1993 ricevette il Premio Nobel per la pace. Segregato e incarcerato per lunghi anni durante i Governi sudafricani pro-apartheid prima degli anni '90, è oggi universalmente considerato un eroico combattente per la libertà.

 

Pace, un messaggio senza confini  Discorso tenuto da Prem Rawat a Roma, Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica). (2007)
L'UNHCR, l'Agenzia dell'ONU per i Rifugiati

UNHCR Italia

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR) fornisce protezione internazionale e assistenza materiale ai rifugiati e persegue soluzioni durevoli alla loro drammatica condizione. L’UNHCR ha sede a Ginevra e venne istituito nel dicembre del 1950 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per soccorrere i profughi in Europa all’indomani della seconda guerra mondiale. Nel corso dei decenni seguenti, con l’aumentare del numero dei rifugiati in tutto il mondo, il suo mandato è stato rinnovato ed ampliato. Negli oltre 50 anni di attività - per la quale l’Agenzia ha ricevuto anche due Premi Nobel per la Pace, nel 1954 e nel 1981 - l’UNHCR ha soccorso più di 50 milioni di persone.
 
Amnesty International

Amnesty International è un'organizzazione non governativa sovranazionale impegnata nella difesa dei diritti umani. Lo scopo di Amnesty International è quello di promuovere, in maniera indipendente e imparziale, il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e quello di prevenirne specifici abusi.

Fondata nel 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, l'organizzazione conta oggi oltre un milione di sostenitori, provenienti da 140 nazioni.

Il suo simbolo è una candela nel filo spinato.

 

Medici Senza Frontiere
Medici Senza Frontiere (MSF) è la più grande organizzazione medico-umanitaria internazionale al mondo creata da medici e giornalisti in Francia nel 1971.
Oggi MSF fornisce soccorso umanitario in circa 63 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze, negligenza o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o catastrofi naturali. MSF fornisce assistenza indipendente e imparziale a coloro che si trovano in condizioni di maggiore bisogno. MSF si riserva il diritto di denunciare all’opinione pubblica le crisi dimenticate, di contrastare inadeguatezze o abusi nel sistema degli aiuti e di sostenere pubblicamente una migliore qualità delle cure e dei protocolli medici.
Nel 1999 MSF ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

 
 

Life Support for Civilian War Victim

Emergency è un'associazione italiana indipendente e neutrale.

 

     

 

Approfondimenti

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino

Dichiarazione sul Diritto dei Popoli alla Pace

Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia

 

"Convenzione dei Diritti del Fanciullo"

                                    In formato PDF 

clicca qui per scaricare il file 

"La Pace si fa a Scuola"

In formato PDF

clicca qui per scaricare il file  
 
« Non c'è nessuna facile strada per la libertà. »

(Nelson Mandela)

 

 

                    Premio   Nobel   per la   Pace   

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Alfred  Nobel

Il Premio Nobel per il mantenimento della pace è stato previsto nel testamento di Alfred Nobel del 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901 (come gli altri premi previsti da Nobel stesso).

Finora non è stato assegnato 19 volte:

Diversi sono stati gli uomini politici di primo piano ad essere premiati, non sempre senza provocare polemiche. Alcuni erano capi di stato, altri lo erano stati in passato o lo sarebbero diventati successivamente alla premiazione.

 

   I  Nobel  per  la   PACE   dal 1970
 

1970 - Norman Borlaug
1971 - Willy Brandt
1972 - non è stato assegnato
1973 - Henry A. Kissinger, Le Duc Tho
1974 - Seán MacBride, Eisaku Sato
1975 - Andrei Dmitrievich Sakharov
1976 - Mairead Corrigan, Betty Williams
1977 - Amnesty International
1978 - Menachem Begin, Mohamed Anwar El Sadat
1979 - Madre Teresa di Calcutta
1980 - Adolfo Pérez Esquivel
1981 - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
1982 - Alva Myrdal, Alfonso Garcia Robles
1983 - Lech Wałęsa
1984 - Desmond Mpilo Tutu
1985 - International Physicians For The Prevention Of Nuclear War
1986 - Elie Wiesel
1987 - Oscar Arias Sanchez
1988 - Forze di peace-keeping delle Nazioni Unite
1989 - Tenzin Gyatso (14° Dalai Lama)
 
1990 - Mikhail Sergeyevich Gorbachev
1991 - Aung San Suu Kyi
1992 - Rigoberta Menchu Tum
1993 - Fredrik Willem De Klerk, Nelson Mandela
1994 - Yasser Arafat, Shimon Peres, Yitzhak Rabin
1995 - Pugwash Conferences on Science and World Affairs, Joseph Rotblat
1996 - Carlos Filipe Ximenes Belo, José Ramos Horta
1997 - Campagna Internazionale per il Bando delle Mine Antiuomo (ICBL), Jody Williams
1998 - John Hume, David Trimble
1999 - Medici Senza Frontiere
2000 - Kim Dae-Jung
2001 - Kofi Annan, Organizzazione delle Nazioni Unite
2002 - Jimmy Carter
2003 - Shirin Ebadi
2004 - Wangari Maathai
2005 - Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e il suo direttore Mohamed ElBaradei
2006 - Muhammad Yunus e la Grameen Bank
2007 - Al Gore e Ipcc (Comitato Intergovernativo per i Mutamenti Climatici del'ONU) 

2008 - Martti Kalevi Ahtisaari

2009 - Barack Obama  -  For his extraordinary efforts to strengthen international diplomacy and cooperation between peoples

 

 

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Ultimo aggiornamento: 28-07-10                           WebMaster Leo Titone         Risoluzione video consigliata: 1024x768